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Demolizione auto per esportazione.

Demolizione auto per esportazione 

Chi vuole esportare un’auto all’estero, spesso parla di demolizione per esportazione, valutando come la riconsegna delle targhe può portare alla loro rottamazione-distruzione. 

In realtà, per esportare un’auto all’estero, in modo definitivo, è necessario rispettare una procedura che porti alla radiazione del veicolo dal PRA – Pubblico Registro Automobilistico – per poi poterla reimmatricolare nel paese di destinazione. Sembra tutto chiaro, e non c’è bisogno di portare il veicolo al centro autodemolizioni, ma vediamo quali sono le procedure da fare per la radiazione. 

Come radiare l’auto dal PRA e poi esportarla 

Decidere di eliminare dai registri del PRA un veicolo, significa renderlo inutile, dato che non sarà più abilitato a circolare sulle strade pubbliche. Un veicolo radiato, di regola deve essere o esportato all’estero, per essere immatricolato di nuovo, oppure portato dallo sfasciacarrozze, per la rottamazione definitiva. 

Chi deve espatriare con la propria auto, quindi deve contemporaneamente avviare le procedure di radiazione e poi immatricolazione in due paesi diversi. 

Si deve trasferire il veicolo nel nuovo stato, si deve poi immatricolare l’auto in questo paese dove sarà in grado di circolare liberamente, e quindi dotarlo di nuove targhe straniere. Nel frattempo, in attesa che la procedura nella nuova nazione sia completata, è bene informarsi su come richiedere la radiazione del veicolo presso il PRA in Italia e predisporre i documenti necessari. 

In realtà, la cosiddetta demolizione auto per esportazione, o radiazione dal PRA in Italia, può essere compiuta anche prima dell’immatricolazione all’estero, ma in questo caso bisogna esibire i documenti in cui si attesta che l’auto è stata trasportata. 

La radiazione auto per esportazione all’ACI o al Consolato 

Questa attestazione, più altri documenti, andranno esibiti nella sede ACI o presso le agenzie delegate alle pratiche ACI. 

Si devono esibire: 

  • Carta della Circolazione del paese di destinazione (copia) 
  • Certificato di proprietà dell’auto da radiare 

 

Se non si possiede la nuova carta di circolazione, si può presentare un attestato della nuova immatricolazione avvenuta nello stato estero. 

 

È importante sapere che se il mezzo è stato trasferito ma non ancora re-immatricolato, è necessario allegare anche le targhe e la carta di circolazione italiana ai documenti di demolizione per esportazione.  

 

Cè un caso in cui non è necessario andare all’ACI, ma si può agire presso il Consolato: quando un cittadino italiano è residente all’estero, può richiedere la radiazione auto per esportazione direttamente dagli uffici consolari.  

Si tratta di veicoli esportati entro il 31 dicembre dell’anno passato e reimmatricolati nell’anno in corso, ma devono essere stati reimmatricolati già con targa estera. 

Il consolato, in tal caso, crea una nota sul Certificato di Proprietà cartaceo oppure una nota NP3C se il certificato è digitale, e poi tale nota sarà inviata al PRA. 

Ovviamente, insieme a questi documenti la cosiddetta demolizione auto per esportazione, ossia la radiazione, avverrà tramite il consolato anche tramite altre attestazioni: 

 

  • copia documento di identità o riconoscimento dell’intestatario o avente titolo che richiede la radiazione 
  • documentazione del veicolo esportato entro il 31 dicembre dell’anno passato 
  • eventuali targhe del veicolo ancora in possesso del richiedente – queste targhe subiranno la demolizione per esportazione, perché verranno trattenute e distrutte dal Consolato 
  • ricevuta di pagamento delle imposte e formalità PRA. 

 

Perché fare la radiazione o la demolizione auto per esportazione 

Si parte dal presupposto che non è obbligatorio radiare l’auto per poterla trasferire all’estero ma è decisamente conveniente. Un veicolo che non è stato radiato, dovrà comunque pagare il bollo qui in Italia, inoltre, nella dichiarazione dei redditi figura sempre come un bene di proprietà. 

La revisione ora è obbligatoria per l’esportazione auto all’estero  

Dal 1 gennaio 2020, è scattata una nuova normativa relativamente alla procedura di radiazione auto per esportazione definitiva. Per poterla radiare dagli archivi PRA prima che sia stata trasferita e immatricolata all’estero, è necessario che il veicolo sia stato sottoposto a revisione almeno 6 mesi prima della richiesta. 

L’articolo 103 comma 1 del Codice della Strada, ha subito  una nuova formulazione e ad oggi dispone che il proprietario per esportare un veicolo, debba restituire le targhe e la carta di circolazione, come abbiamo visto, e che  “La cancellazione è disposta a condizione che il veicolo sia stato sottoposto a revisione, con esito positivo, in data non anteriore a sei mesi rispetto alla data di richiesta di cancellazione” 

Inoltre, per poter raggiungere i transiti di confine – quindi espatriare e compiere l’esportazione, una volta che il veicolo sia stato cancellato dal PRA, potrà circolare su strada solamente se il proprietario è munito del foglio di via e l’autoveicolo avrà la targa provvisoriamente assegnata. 

È normale che se dovrà re-immatricolarsi nel nuovo stato, il proprietario avrà con sé anche la carta di circolazione italiana annullata, non valida per l’esportazione ma valida come documentazione per la futura “rinascita” dell’auto all’estero. 

Un iter, quindi, che prevede che deve essere superata la revisione dall’auto, e se è stata fatta più di sei mesi prima sarà necessario farne un’altra.  

 

Radiazione o demolizione auto per esportazione: quando ci sono dei limiti 

Per poter effettuare tutte le operazioni di radiazione dal PRA, che sia per la demolizione auto o per l’esportazione, è obbligatorio verificare la presenza di eventuali fermi amministrativi sul veicolo. Ossia, crediti dell’Erario da pagare, oppure che il veicolo sia sottoposto a ipoteca, sequestro, pignoramento. Per poter radiare l’auto, si dovranno saldare i debiti e svincolare la vettura – dopo l’attestazione di assenso da parte dei creditori, allora la procedura di radiazione PRA potrà essere avviata. 

Ad oggi è necessario fare una visura per sapere se ci sono delle pendenze amministrative in corso sul veicolo, ma in futuro a breve sarà attivo il Documento Unico di Circolazione (DUC), che attesterà ogni dettaglio sullo stato del veicolo. 

Nelle intenzioni dei legislatori il DUC riunisce in un solo foglio sia il libretto di circolazione, sia il certificato di proprietà – unendo, quindi documenti di Motorizzazione Civile e ACI. Non solo, il nuovo DUC contiene tutte le informazioni validate dal PRA sulla situazione patrimoniale e giuridica del veicolo, che possono riguardare anche provvedimenti amministrativi e giudiziari. Sarà così tutto riunito in un unico documento, che riporterà anche l’esportazione all’estero avvenuta, oppure la cessazione per demolizione. 

Chiudiamo con una curiosa alternativa: un mezzo radiato dal PRA, potrebbe essere usato come auto da corsa per i circuiti di corse privati – e anche qui sarebbe necessaria un’altra procedura di richiesta. Ma vale la pena? Di solito un’auto da corsa viene ormai concepita con un su assetto ben preciso, e l’unico motivo per farla correre potrebbe essere dato da qualche gara di auto d’epoca per la tua Alfetta degli anni Ottanta! 

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